Più autostima per vivere con più successo e più serenità
- Silvia Sacchini

- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 7 min
Che cos'è l'autostima e da cosa dipende?
La stima di sé nasce dallo sguardo che ci rivolgiamo. Infatti, è accettando i nostri limiti e valorizzando i nostri pregi che ci attribuiamo il giusto valore. Da questa consapevolezza nasce inoltre il rispetto per i nostri bisogni, le nostre emozioni e il nostro potenziale, che a sua volta diventa la base per costruire relazioni sane, autentiche e positive con gli altri.

I meccanismi attraverso cui impariamo ad autodefinirci sono:
i giudizi, diretti o indiretti, che abbiamo ricevuto da persone per noi significative;
il confronto che effettuiamo con chi ci circonda, riconoscendo le differenze tra noi e gli altri.
Talvolta l’immagine che abbiamo di noi stessi viene però distorta da errori cognitivi, ovvero modi erronei di pensare, che ci fanno formulare giudizi negativi su noi stessi ignorando le prove reali. E’ quel meccanismo per cui un piccolo dettaglio negativo, di noi o di una nostra azione, diviene rappresentativo dell’intero nostro valore e ci fa sentire totalmente inadeguati.
Secondo lo psicologo Bernard Weiner, le persone spiegano i propri successi e fallimenti attraverso tre dimensioni fondamentali:
Locus of control: definisce se l’origine di un risultato è interna alla persona (come ad esempio la tenacia, le proprie capacità, l’impegno) oppure se è esterna alla persona (come la fortuna o la difficoltà del compito).
Stabilità: misura quanto la causa di un successo o di un fallimento sia permanente e costante nel tempo oppure transitoria e mutevole (per esempio l’abilità nel compito è considerata stabile, al contrario dell’umore e della fortuna che sono instabili).
Controllabilità: indica se la persona ha il potere di modificare o gestire la causa di quell'evento oppure se questa è fuori dal suo controllo diretto (per esempio lo sforzo è controllabile, mentre il caso è incontrollabile).
Attribuire un successo a cause interne e controllabili, come l’impegno, rafforza l’autoefficacia e aumenta l’autostima. Viceversa, l’attribuzione dei fallimenti a cause esterne all’individuo, instabili e incontrollabili tende ad abbassare la fiducia in se stessi.
La buona autostima
Le persone con una buona autostima accettano pienamente se stesse, riconoscendo i propri punti di forza, i limiti e le proprie aspirazioni. Hanno inoltre la certezza di poter affrontare qualsiasi situazione con successo, dimostrando la determinazione necessaria per assumersi le proprie responsabilità e farsi valere.

I segni di una sana autostima includono:
Comunicazione assertiva: saper esprimere i propri bisogni, dire di no quando serve, evitare di farsi manipolare e costruire relazioni basate sul rispetto reciproco.
Sano orientamento temporale: riuscire a focalizzarsi sul momento presente mantenendo, allo stesso tempo, una buona progettualità per il futuro.
Costanza e determinazione: saper perseverare nel coltivare le proprie passioni e nel raggiungere gli obiettivi prefissati.
Autoconsapevolezza: avere la maturità di guardarsi dentro e saper gestire le critiche costruttive senza accoglierle come attacchi personali.
Resilienza: saper affrontare le situazioni complicate e accettare i fallimenti, relativizzandoli per poi rimettersi in gioco in nuove sfide.
L'eccessiva autostima
Questo tratto distingue le persone orgogliose, inflessibili e ostinatamente sicure di sé, anche di fronte a barriere insormontabili. Chi manifesta questo atteggiamento manca della capacità di guardarsi dentro con oggettività e di fare autocritica: ammettere un errore diventa impossibile. Tanto che, in caso di fallimento, la colpa ricade sempre sugli altri o sulla sfortuna, escludendo qualsiasi responsabilità personale.
Se portato all'eccesso, questo comportamento sfocia nella presunzione, nel disprezzo altrui e nel senso di superiorità tipico del narcisismo. Altre volte, al contrario, l’arroganza e i toni sprezzanti sono solo una corazza per nascondere una profonda insicurezza e compensare una fragile autostima.
La bassa autostima
Un'autostima carente si riflette in una visione profondamente pessimistica dell'esistenza e del proprio valore personale. L'individuo, pur consapevole dei propri limiti, fatica a focalizzare i propri punti di forza; tale dinamica inibisce l'entusiasmo e la spinta motivazionale, generando apatia, scarsa partecipazione e disinvestimento nelle attività.

I principali segnali di una bassa autostima si manifestano attraverso:
Inadeguatezza: profonda sfiducia in se stessi, accompagnata da sentimenti di vergogna e inferiorità.
Blocco progettuale: Difficoltà a focalizzare i propri desideri e quindi a definire progetti concreti e realistici.
Paura del rifiuto e passività relazionale: incapacità di esprimere i propri bisogni e di dire di no; ciò nasce dal senso di colpa e dal timore del giudizio, del fallimento o dell'abbandono.
Ricerca di approvazione: Tendenza a delegare agli altri la definizione del proprio valore. Questo causa resistenza a mettersi in gioco e arrendevolezza davanti alle difficoltà o ad un parere contrario.
Vulnerabilità emotiva: forte ansia e reattività davanti alle critiche, con grandi difficoltà a metabolizzare i fallimenti.
Quali sono le cause di una bassa autostima?
Le radici di una bassa autostima affondano spesso in esperienze complesse, distinguibili in due fasi biologiche principali:
Durante l’infanzia, l'autostima viene compromessa da traumi gravi come l'abuso (emotivo, fisico o sessuale), la trascuratezza, l'abbandono e anche lunghe separazioni dai genitori. A questi si sommano contesti familiari penalizzanti caratterizzati da:
Svantaggio socio-economico: contesti di forte deprivazione materiale e sociale.
Carenza affettiva: ambienti domestici freddi, punitivi e privi di rassicurazione.
Critica costante: un clima giudicante che instilla nel bambino il dubbio e il senso di inadeguatezza.
Aspettative genitoriali troppo elevate: generano nel figlio la paura cronica di deludere e la convinzione di non meritare amore per ciò che è realmente.
Dall’adolescenza in poi possono intervenire fattori ambientali e relazionali che destabilizzano la percezione di sé, tra cui:
Svalutazione e vessazioni: episodi ripetuti di bullismo o mobbing.
Marginalizzazione: isolamento sociale, esclusione dai gruppi di pari o l'appartenenza a minoranze discriminate.
Eventi di vita critici: la perdita del lavoro, la malattia o l'esperienza del lutto, della separazione e del tradimento.
Stress cronico: l'esposizione prolungata a condizioni logoranti.
8 Strategie per accrescere l’autostima
Come ricordava Maxwell Maltz: “Avere scarsa autostima è come percorrere la strada della vita con il freno a mano tirato.” Trovo che questo effetto paralizzante sia un enorme e immenso spreco di potenziale.
Ecco perché, al di là delle cause che hanno generato una bassa autostima, desidero sottolineare un aspetto fondamentale: ciascuno di noi ha il potere di agire per nutrire la fiducia e il rispetto di sé. In questo modo si può conquistare la forza per superare le difficoltà quotidiane, per realizzare i propri desideri e vivere con più serenità.
Il viaggio verso la versione migliore di noi stessi comincia però quando accettiamo di metterci in gioco.

Ti lascio con alcuni consigli pratici e ti do il benvenuto in questo meraviglioso percorso di riscoperta di te.
Chiediti cosa desideri davvero e se i tuoi obiettivi ti appartengono o se sono il riflesso delle aspettative altrui, magari assecondate per paura, senso di colpa o di dovere. Riconoscere questo condizionamento è fondamentale per ritrovarti, per attingere alla tua vera forza e sviluppare il tuo talento. Quando esprimi le tue potenzialità in armonia con i tuoi valori e le tue aspirazioni, il successo arriva naturale: da lì nascono la fiducia, l’autostima e un autentico amore per te stesso. Se invece non sai ancora quale sia il tuo talento, cercalo nella tua infanzia: prova a ricordare le attività in cui ti immergevi fino a perdere la cognizione del tempo o quelle che ti riuscivano senza sforzo. Il tuo talento è ancora lì che ti aspetta
Accettati per come sei, inclusi i tuoi punti deboli, senza mai dimenticare il tuo valore e le tue qualità. Non devi essere diverso da chi sei, ma semplicemente diventare la versione migliore di te stesso. Infatti, se ti sforzi a somigliare a qualcun altro non ti sentirai mai a tuo agio e gli altri percepiranno questa mancanza di spontaneità. Sii te stesso e agisci al meglio delle tue possibilità, trattandoti con la stessa comprensione che riserveresti a un amico: tieni a mente le tue qualità nei momenti no, accetta il rischio di riuscire così e così o di fallire e trasforma ogni delusione in un insegnamento utile.
Modifica il tuo approccio cognitivo verso una maggiore obiettività. Questo ti permetterà di: accettare l'incontrollabile (interpretare gli eventi che non dipendono da te come semplicemente sfavorevoli, evitando di colpevolizzarti), ripensare la tua immagine in modo più equilibrato (smetti di ingigantire i difetti e oscurare i pregi), fissare obiettivi realistici (più sono realizzabili, più la tua autostima crescerà a ogni successo), cambiare le parole che usi con te stesso (invece di importi un rigido “ce la farò”, prova a dirti “farò del mio meglio per riuscirci”).
Prenditi cura anche del tuo aspetto. Sebbene l’essenza sia più importante dell'apparenza, dedicarti del tempo — attraverso l'attività fisica, una doccia rigenerante o la scelta di come vestirti — ha un forte impatto sull'autostima. Da un lato ti fa sentire subito meglio, dall'altro aiuta a sostituire la vecchia e difettosa immagine di te con una nuova percezione, ricca di valore.
Potenzia le abilità comunicative. A differenza di chi, magari un pò ansioso, si precipita a esprimere la propria opinione, un tono fermo, lento e pacato cattura l'attenzione e trasmette una profonda padronanza dell’argomento e una solida sicurezza di sé.
Non rimandare le decisioni e affronta le situazioni anche se fanno paura. Indugiare ed evitare la situazioni, a lungo andare, indebolisce la tua determinazione e amplifica sia la paura sia il senso di impotenza. L’azione, al contrario, è l’unica strada verso il miglioramento. Mettiti in gioco: al di là del risultato, il solo fatto di averci provato rafforzerà la tua sicurezza, rendendoti pronto a fare un nuovo passo fino a raggiungere il tuo obiettivo. Per consolidare questa fiducia e sentirti ancora più capace, cerca di affrontare queste sfide in modo autonomo, contando sulle tue sole forze: l'indipendenza è il nutrimento migliore per l'autostima.
Impara a dire dei “no”. Dire sempre di sì significa semplicemente assecondare gli altri per ottenerne il consenso, l’approvazione e l’amore, oppure per evitare i sensi di colpa e la paura del giudizio. Ma questo compromesso distrugge la tua autostima. Pronunciare dei no è, al contrario, un autentico atto di rispetto verso se stessi. Rifiutare ciò che non desideri, o che ti ruba tempo ed energie preziose, è l'unico modo per stabilire confini sani, chiarire i tuoi valori e proteggerti dal sovraccarico emotivo.
Tu sei l’unico giudice di te stesso L’errore più comune è far dipendere la propria autostima non solo dal giudizio reale degli altri, ma anche da ciò che immaginiamo che loro pensino di noi. Concentra l’attenzione su quello che desideri, anziché sulle opinioni altrui; questo non serve a prevaricare il prossimo, ma ad evitare che il giudizio esterno diventi un’ossessione o un alibi. Cercare continuamente l’approvazione degli altri condiziona il tuo comportamento e ti blocca nella paura di sbagliare: ad ogni piccolo errore la tua autostima crolla insieme alla tua voglia di agire. Liberandoti dall’ansia di perfezionismo e concedendoti il diritto di sbagliare, potrai agire senza condizionamenti, sprigionando sicurezza. Se mantieni tu il controllo, anche quando l’approvazione degli altri viene a mancare, potrai fare leva sulla soddisfazione di averci provato, continuando a muoverti verso i tuoi obiettivi al di là dei primi risultati.
La vera sconfitta esiste solo nel momento in cui scegliamo di arrenderci ma so che recuperare la fiducia in se stessi non è facile: richiede tempo, tanta pratica e quel pizzico di coraggio necessario per affrontare le sfide quotidiane. Mi auguro, però, che le strategie proposte in questo articolo possano aiutarti concretamente a riconquistare la tua autostima.
Se poi avverti il desiderio di intraprendere un percorso più profondo e strutturato — per scardinare le credenze disfunzionali su di te, gestire l’ansia, tollerare il giudizio, sviluppare l'assertività o acquisire nuove abilità sociali — ti suggerisco di affidarti a un terapeuta specializzato.



Commenti